Mediazione Familiare

La mediazione familiare è “un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio. In un contesto strutturato, il mediatore, come terzo neutrale e con una formazione specifica, sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i genitori elaborino in prima persona un programma di separazione, soddisfacente per sé e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale”.

Nella Mediazione, le parti ricercano interessi reciproci sui figli, le finanze, le proprietà e su qualsiasi altro bisogno che essi presenteranno come tale; il percorso si conclude con la stesura di un “Accordo Scritto”che fungerà da guida.

La Mediazione Familiare è complementare alla Consulenza Legale e al Negoziato da parte degli avvocati: non li sostituisce! L’accordo scritto che si raggiungerà attraverso la Mediazione sarà infatti valutato dal proprio avvocato ed eventualmente inserito nelle pratiche della separazione.

La Mediazione Familiare persegue i seguenti obiettivi:

-ridurre la componente irrazionale del conflitto tra le parti;

-favorire una forma di comunicazione costruttiva tra le parti;

-minimizzare le conseguenze negative della rottura familiare e della dissoluzione del matrimonio;

-limitare le ricriminazioni personali;

-promuovere l’approccio consensuale alla separazione riducendo il conflitto, nell’interesse di tutti i membri della famiglia, studiando soluzioni alternative che lascino alle parti la possibilità di fare delle concessioni senza compromettersi e mantenendo il rispetto di sè e dell’altro;

-proteggere gli interessi e il benessere dei figli, in particolare raggiungendo accordi appropriati che abbiano una durata a lungo termine per ciò che concerne il loro affidamento;

-sostenere la continuità nelle relazioni fra i membri della famiglia, specialmente in quelle fra genitori e figli.

E’ utile pensare alla Mediazione come uno strumento “per vincere tutti e due” – come afferma Lisa Parkinson-“dove non c’è tra i due coniugi che chiedono aiuto al mediatore, uno che possa vincere sull’altro, ma dove un terzo che non ha potere se non quello che i coniugi stessi gli conferiscono, non prende in carico solo la dimensione del contenuto/oggetto della disputa ma ha a cuore anche gli accordi e quindi, il contenuto del disaccordo”.

La mediazione si articola in un percorso di 8-10 incontri per 3-4 mesi che termina con la stesura di un accordo scritto tra le parti che riguarderà figli, finanze, proprietà e qualunque altro aspetto possa essere causa di conflitto tra i coniugi.